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Dante Alighieri CopenaghenDiDante Alighieri Copenaghen

Protetto: Come eravamo… GLI ANNI 70 e 80

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Premio Dante Alighieri Copenaghen 2019 – ” Leonardo da Vinci ” …ecco i vincitori!

Il 25 aprile: la premiazione del vincitore del Premio Dante Alighieri Copenaghen 2019 “Leonardo Da Vinci”.

I concorrenti hanno partecipato con un opera letteraria, artistica, ingegneristica o archittettonica ispirata al “genio” di Leonardo. (in fondo all´ articolo le foto delle opere e della premazione).

La giuria – composta dal oittore danese  Allan Stabell. il Prof. Erling Strudsholm, la giornalista danese Birgit Brunsted, il Dott. Nicola De Negri (Metro Service), l´architetto italiano Livia Costantino – ha valutato tutti i progetti in forma anonima e conosciuto i cinque finalisti solo il giorno della premiazione.

Tra i cinque finalisti sono stati scelti solo tre vincitori.
La premiazione si è svolta il 25 aprile presso l´IIC con consegna del primo premio da parte dell´Ambasciatore Italiano Luigi Farina.

Il primo premio, un viaggio studio in Italia presso una delle prestigiose scuole Dante Alighieri, è stato assegnato al lavoro pittorico di Lianne Sommer Andersen.
Lianne è grafico e appassionata di lingua e cultura italiana.

Lianne Sommer Andersen – Primo Premio Dante Alighieri Copenaghen 2019 :  “Premio Leonardo da Vinci”

Il secondo premio, un corso di lingua italiana individuale e personalizzato per 4 settimane, in Danimarca, è stato assegnato a Lise Tange che ha presentato come progetto una scultura in marmo ispirata all´arte di Da Vinci.
Il terzo premio, La vigna vecchia (1,5 litri) dell´azienda Cossetti, è stato assegnato a Lars Østergaard per il suo progetto archittettonico.

La presidente della Dante Alighieri di Copenaghen, Pinuccia Panzeri ha introdotto Leonardo da Vinci, illustrando sapientemente seppur in breve tempo tutti gli aspetti della genialitá di Leonardo: pittore, sculturore, ma anche ricercatore, botanico, scenziato…
Dopo la premiazione non sono mancati i festeggiamenti con un ricco buffet e un bicchiere di ottimo vino italiano.

I vini sono stati offerti dallo sponsor bdfood-wine.dk

 Il Concorso é atato organizzato da Società Dante Alighieri København in collaborazione con Den Italienske Ambassade, Det Italienske Kulturinstitut, Det Italienske Handelskammer, Ordrup Bibliotek og FOF Gentofte.

 Sponsor: Metro Service, BD Food- Wine
I membri della Dante Alighieri di Copenaghen possono acquistare il vino con sconti speciali al seguente link:
bdfood-wine.dk (ricordate di scrivere il vostro codice socio).

Ma il nostro Festival della Primavera italiana non é ancora finito.

Il prossimo appuntamento é sulla Architettura italiana. “Prospettive, volte e rivolte: l´architettura nello stivale”. L´architetto italiano Livia Costantino ci parlerá dell´Italia dal punto di vista della architettura. Vi aspettiamo il 9 maggio alle 19:00 presso la Biblioteca di Ordrup. Ingresso gratis ma ricordate di prenotare.

Maria é anche quest´anno, il Direttore Artistico del Festival “La Primavera Italiana”  – seconda edizione.
Det Italienske Forår Festival é organizzato in collaborazione con la Ordrup Bibliotek, dal primo marts al  31 maggio 2019.
Programma del Festival ” La Primavera Italiana” 2019: 
http://www.dante-alighieri-cph.dk/tutti-gli-eventi-del-festival/
Non sei ancora membro della Dante Alighieri di Copenaghen? 
Sei il benvenuto!
Puoi visitare il nostro sito al seguente indirizzo e leggere tutte le indicazioni per diventare membro:
Marie MorelDiMarie Morel

Il commissario Montalbano, da lunedì 11 febbraio, i nuovi episodi.

 

La mia storia d’amore con il commissario Salvo Montalbano è iniziata prima che assumesse le sembianze di Luca Zingaretti.

Lo incontrai nel 1994, tra le pagine de La forma dell’acqua, il primo libro della lunga, fortunata serie che lo vede protagonista.

Mi immersi nella lettura e fui travolta dal suo fascino e dal suo carisma, complice la suggestiva ambientazione in Sicilia, di cui custodisco meravigliosi ricordi.

La scelta singolare e azzardata dello scrittore Andrea Camilleri, di usare un linguaggio che è una sapiente ed equilibrata commistione tra italiano e dialetto, si è rivelata vincente, perché dopo un approccio un po’ titubante, è facile lasciarsi andare alla musicalità delle parole, che rievocano all’istante il calore e il temperamento dei siciliani.

Leggere un libro di Camilleri è come fare ogni volta un viaggio in Sicilia, perché le sue descrizioni sono così ricche di dettagli da accendere l’immaginazione e il lettore si ritrova ad ascoltare la risacca, ad annusare finocchietto selvatico, ad assaporare la caponata di Adelina, la storica domestica di Montalbano.

Quando seppi che sarebbe stata fatta una trasposizione televisiva dei libri, mi preoccupai, perché nella mia fantasia il commissario Montalbano aveva già un volto e una voce e temevo di restare fortemente delusa dalla scelta dell’interprete. O peggio, che la visione di un prodotto deludente potesse inquinare quello che, nel mio immaginario, era il commissario Montalbano ideale.

Non accadde. Vedendo Il ladro di merendine, il primo episodio in assoluto, nel 1999, la figura di Luca Zingaretti si sovrappose immediatamente a quella elaborata dalla mia fantasia, con una perfezione quasi commovente.

Sono passati vent’anni da allora e non ho perso nessuno dei trentadue episodi andati in onda fino ad oggi.  Sebbene la loro visione sia stata spesso preceduta dalla lettura del libro, ciascuno di essi mi ha coinvolta ed emozionata come se non conoscessi la trama.

Nel contempo, la lettura dei libri si è trasformata in un’esperienza differente dalle altre: ora che ogni personaggio ricorrente ha delle sembianze ben precise e una personalità definita, ogni volta è come ritrovare dei vecchi amici che non vedevo da tempo.

E a breve potrò incontrarli ancora, nei due nuovi episodi che andranno in onda su Rai 1: “L’altro capo del filo”, che sarà trasmesso il prossimo 11 febbraio e “Un diario del ‘43”, il 18.

Entrambi sono stati girati, come sempre, da Alberto Sironi e hanno come fil rouge lo scottante tema dell’immigrazione.

Il primo è ambientato in parte in Friuli Venezia Giulia, dove Montalbano si reca per assistere ad una cerimonia con Livia, mentre fervono i preparativi per le nozze fra i due eterni fidanzati. Nel frattempo, in Sicilia, un omicidio collegato allo sbarco dei migranti richiama all’ordine il nostro commissario. L’episodio è dedicato all’attore Marcello Perracchio, che interpretava il dott. Pasquano, venuto a mancare nel 2017 e il commissario Montalbano dirà addio all’amico anche nella fiction. Le gag tra i due personaggi resteranno nel cuore dei fan per sempre.

Nel secondo episodio, Montalbano trova un diario del 1943, che custodisce terribili segreti. Gli toccherà indagare per scoprire se si tratta di verità o fantasia, in un caso in cui si parla di immigrazione dall’Italia verso gli Stati Uniti.

Se qualcuno ha dei dubbi sull’esistenza dell’amore eterno, io sono la prova vivente che si sbaglia. Sono sicura che quello tra me il commissario Salvo Montalbano durerà per sempre.

Lucia RotaDiLucia Rota

Kristian Zahrtmann e Civita d’Antino

 
Cento anni fa moriva a Copenaghen il pittore Kristian Zahrtmann che visse una parte della sua vita in Italia ed in particolare a Civita d’Antino, piccolo paese nascosto tra le montagne abruzzesi. E’ proprio a Civita d’Antino che l’artista è stato commemorato  recentemente.
Il pittore danese scese in Italia nella seconda metà dell’800. Dopo Roma,il pittore andò in altri luoghi  come Portofino, Pistoia, la Costiera Amalfitana,Sora e Civita d’Antino.
Fu amore a prima vista, stregato dalla posizione del paese, una terrazza isolata e come sospesa nella Valle Roveto, a oltre novecento metri d’altezza, al centro di una corona di montagne
Dei circa duecento allievi del maestro, provenienti dall’intera Scandinavia, almeno la metá lo seguì anche a Civita d’Antino, con soggiorni più o meno lunghi, soprattutto nel periodo estivo.
Seguirono il maestro anche amici artisti come P.S.Kroyer, P.Skovgård e altri.
Il paese che allora contava duemila abitanti, rappresentava un luogo appartato, isolato dal mondo, raggiungibile solo attraverso una tortuosa mulattiera che saliva al paese dal fondovalle.
Zahrtmann era attratto dalla luminosità dei paesaggi, dall’innato senso di ospitalità della popolazione e dalla disponibilità di modelli.
Durante la commemorazione sono stati letti alcuni scritti con cui Kristian Zahrtmann descrive il suo primo soggiorno ed è stata presentata una cartolina  che riproduce un quadro di Johannes Wilhelm, in cui l’artista è ripreso mentre dipinge nell’ affollata piazza di Civita d’Antino. Intorno al maestro una comunità ammirata e incuriosita.: i  popolani, i notabili del luogo e  colleghi nordici.  Sullo sfondo le montagne e il cielo, di un blù fresco