Archivio delle categorie L´angolo di Ketty

Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

HALLOWEEN Is coming…

HALLOWEEN Is coming .....

Mancano pochi giorni all' arrivo di questa ricorrenza di origine celtica celebrata la sera del 31 ottobre.
La parola Halloween deriva dallo scozzese "All Hallows 'Eve che tradotto significa" notte di tutti gli spiriti sacri" cioè la Vigilia di Ognissanti ..
La sua storia risale a tempi molto antichi.Per alcuni studiosi si riallaccia
alla festa romana dedicata a Pomona, dea dei frutti e dei semi, per altri
alla festa celtica di Samhain, nome mantenuto tra i popoli antichi dell'arcipelago britannico e equivale a "fine dell'estate"
Con il trascorrere dei secoli ha assunto simbologie diverse a seconda dei paesi in cui viene celebrata.
Nei paesi di influenza anglofona ( Irlanda, Australia, Regno Unito, America )..
Halloween viene festeggiata come festa del costume" .
In America si diffuse nella seconda metà dell'800 a causa dell' immigrazione
irlandese  fino a diventare una delle maggiori celebrazioni americane .
Il simbolo più diffuso , oltre a teschi e maschere orripilanti, è la zucca intagliata e illuminata da una candela all' interno .
Originariamente veniva usata la rapa intagliata  per farne lanterne con espressioni macabre in ricordo delle anime bloccate nel Purgatorio.
Successivamente in America venne usata la zucca che era disponibile in ampie quantità .ed era di dimensioni maggiori rendendo più facile il lavoro di intaglio.
L' uso della zucca avrebbe la sua origine nel racconto del personaggio di
Jack  O' Lantern , condannato dal diavolo a vagare per il mondo , di notte , alla luce di una zucca scavata all' interno e contenente una candela .
È usanza di Halloween che i bambini mascherati vadano di porta in porta a chiedere  dolciumi e caramelle  pronunciando la nota domanda " Dolcetto o Scherzetto ?"
Essa risale ad una nota filastrocca inglese:
Trick or treat , smell my feet
Give me something good to eat
 Anche la pratica di mascherarsi si riallaccia al Medioevo  quando i poveri andavano in giro a chiedere l' elemosina  il giorno di Ognissanti  e ricevevano cibo in cambio di preghiere per il giorno dei morti ( il 2 di novembre ) .
Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

L’ albero della vita

Mi sia consentito di ritornare, per un istante, al tema della bomboniera ma solo per introdurre un argomento che mi attrae molto: la simbologia dell' albero della vita.

Le bomboniere, come è d'uso, seguono mode che cambiano continuamente. Un' icona che in questi ultimi tempi permane nella scelta e nel gusto è appunto l' albero della vita.
Qual è il significato di un siffatto dono?
Regalare un qualsiasi oggetto o in particolare una bomboniera che rappresenti quest' albero ha un significato molto più profondo del suo aspetto estetico.
Le radici , il tronco e i rami sono i tre elementi essenziali dell' esistenza umana: l' albero è una metafora della nostra vita!
L' Albero della vita ha origini antichissime. Lo si trova nei testi sacri dalla Genesi all' Apocalisse, le sue immagini sono ricorrenti nella cultura ebraica e successivamente anche in quella cristiana .Nei secoli si arricchisce di significati spirituali diventando una metafora spirituale anche nelle culture non giudaiche.
In tutte le culture , tuttavia , è un simbolo vitale.
I tre elementi che lo costituiscono: radici, tronco e rami, rappresentano i tre elementi essenziali dell' esistenza.
Le radici tengono l' albero fermamente legato al suolo da cui trae nutrimento e forza vitale.
Il tronco lo mette in relazione con tutto ciò che lo circonda .I rami che dando vita a frutti e semi sono una forma generativa della vita stessa.

Interessante è il simbolismo  che la cultura celtica attribuisce all' albero.
Le radici rappresentano il collegamento con il mondo sotterraneo, un significato escatologico che lega l'esistenza all' inconoscibile.
Il tronco fa da collegamento tra l' invisibile e il mondo circostante. Infine i rami che si protendono verso il cielo rappresentano l' elevazioni a mondi superiori.
Ogni cultura, ogni filosofia conferisce all' albero un suo significato .una sua chiave di lettura di un elemento  semplice, apparentemente, ma che, tuttavia, segna i limiti e le aspirazioni dell'umanità che tende a staccarsi dal reale per raggiungere più alte sfere dello spirituale
Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

I profumi ed i sapori della cucina di casa

Non so se vi sia mai capitato di essere lontano da casa per lungo tempo o di dimorare in paesi stranieri per motivi di lavoro. All' improvviso il desiderio olfattivo della buona cucina di casa comincia a farsi strada, quasi irrefrenabile, mescolandosi all' immaginario gusto di quelle pietanze che abbiamo lasciato dietro di noi.

Un andare a ritroso nel tempo quando l'aroma del caffè che si vaporizzava dalla moka borbottante sul fornello si univa al latte  e al profumo di buono dei biscotti appena sfornati. Bastavano questi odori familiari a farci uscire dal letto e ad affrontare, anche malvolentieri, la giornata di scuola che ci attendeva.

Avete mai fatto caso a quanto sia delizioso, in un giorno di festa, il profumo della torta di mele?

Il connubio perfetto tra il Pan di Spagna  fatto in casa e le fettine di mele che affiorano appena in superficie. Per non parlare del ragù della domenica !

Per noi partenopei il ragù è un rito !
Basta ricordare Sophia Loren nel film "Sabato , domenica e lunedì" quando dal macellaio sciorina la ricetta classica del ragù napoletano.
Oppure la poesia di Eduardo de Filippo "O  rau' " (Il ragù)
"O rau' che me piace a me 
m' o ffaceva sulo mamma'."
Noi campani di una certa età ci svegliamo la mattina della domenica con quest' effluvio di pummarola (=pomodoro) e basilico e mentre il ragù pippiava ( =cuoceva a fuoco lento lento ) già pregustavano l' invitante fetta di pane casereccio sulla quale scivolava mollemente di quel nettare foriero a sua volta di un primo piatto di mezzani spezzati annegati nel sugo e biancheggianti di formaggio grattugiato .

Prosegue il nostro viaggio attraverso quei cari profumi della cucina di casa.

Due festività sono rimaste impresse nella mia memoria, reminiscenze della mia fanciullezza, quando ci si accontentava di poco e anche un piatto di dolcetti fatti in casa ci rendeva felici: il Natale e la Pasqua.

Lo sfrigolio degli struffoli nella padella dei fritti si sposava sapientemente con con il profumo del miele appena sciolto con le scorze di arance e limone.

L' odore penetrante della frittura di calamari e gamberi coinvolgeva tutto il condominio mentre le vongole veraci si aprivano ad una ad una sul fornello inebriando con il loro sapore di mare.

E che dire dei casatielli dolci e salati che rallegravano la nostra Pasqua!

Altri tempi , altri sapori,
  quando cucinare era un atto d' amore!
Amore che si concretizzava  in quelle delizie realizzate da amorevoli mani, quelle della mamma.
Per tutto quanto detto dobbiamo convenire che riunirsi a tavola è una bella forma di coesione e di aggregazione, un gustare tutti insieme piatti che hanno il sapore della Famiglia.

La frenetica società odierna non ci offre molto tempo da trascorrere insieme.
Ci si affida allo street food, al mordi e fuggi, oppure ai piatti artificiosi sapientemente creati da chef di fama internazionale.
Andiamo, tuttavia, ogni tanto, indietro nel tempo, riscopriamo nella nostra memoria i sapori e gli odori della cucina tradizionale e perché no, cerchiamo di riprodurli nella nostra cucina...
Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

La sirena Partenope

Giorni fa mi è capitato di leggere questa bellissima frase sul tema della vita :
Vivere non è abbastanza, bisogna avere il sole , la libertà ed un piccolo fiore .
L' autore è Hans Christian Andersen.
Solo l'Autore di tante fiabe che hanno fatto sognare generazioni di bambini , poteva dare un' immagine così poetica della vita.
Vivere senza guardarsi intorno ed apprezzare tutta la bellezza della Natura non è vivere!  Guardare e sentire il sole fuori e dentro di noi. Godere della libertà!

Queste poche pennellate di parole, semplici ma incisive, riescono a dare così bene il senso della vita.

Sono le stesse pennellate di colore che si ritrovano nella descrizione del mondo marino della Sirenetta. La semplicità delle piccole cose: le conchiglie, tutta la flora e la fauna marina in una miriade di colori che si staglia davanti ai nostri occhi come un dipinto tridimensionale.

Bellissima la descrizione del giardino dai fiori rossi della Sirenetta che ancora di più sottolinea la bellezza delle cose semplici.

La citata libertà è la stessa che caratterizza questa delicata creatura del mare. Opera la sua scelta di diventare Umana per Amore, si assume la responsabilità di questa scelta. Soffre fisicamente, ma soprattutto le duole il cuore quando il suo amato principe sceglie un' altra sposa. Quando potrebbe salvare la sua vita uccidendo il suo amato, sceglie la morte in nome di quell' amore così grande da andare oltre la vita. Diventa una bolla evanescente ma capace di aiutare chi ne avrà bisogno.

Questa è la favola e ciò che io ho letto sfogliando per l'ennesima volta le sue pagine.
Ma ora vi racconteró una leggenda...

Questa sirena fa parte della nostra tradizione.

Gli abitanti di Napoli usano definirsi " partenopei " in nome di questa sirena,  di cui si può ammirare la statua a Piazza Sannazzaro. Secondo la storia , Napoli ( Neapolis , città nuova) fu fondata dai Greci nel IV sec.a.C..

La leggenda va ancora più indietro nei secoli e si rifà all'Odissea di Omero.
Come tutti sanno Odisseo, in rotta verso Itaca, tra mille peripezie, avvertito dalla maga Circe, volle ugualmente ascoltare le voci melodiose delle sirene  facendosi legare all' albero della nave. Così mentre i suoi marinai non si gettarono in mare perché le loro orecchie erano state otturate con la cera, lo stesso Odisseo resistette con sommo sacrificio a quel canto magico e non divenne preda di quelle creature marine. Esse non seppero resistere all' onta subita e andarono a sfracellarsi suo promontori circostanti. In particolare la sirena Partenope (alcuni dicono  innamorata persa di Ulisse) fu portata dalle correnti marine sugli scogli di Megaride (dove oggi sorge Castello dell'Ovo).
Trovata dai pescatori , il suo corpo si trasformò e divenne parte della morfologia del luogo.

Il suo capo è appoggiato ad est sull' altura di Capodimone ed il piede ad ovest verso il Promontorio di Posillipo.

La sirena d' allora fu venerata come una dea,  Napoli divenne una città ricca,  perla del Mediterraneo.
Favola o leggenda, l' Uomo ha bisogno di queste creature sovrannaturali per andare oltre la quotidianità e rifugiarsi nel sogno.
Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

La bomboniera

I confetti trovano la loro naturale collocazione naturale nelle bomboniere, contenitori di ogni genere e forma che rendono più significativa ogni ricorrenza importante della nostra vita.

Nascita, battesimo, matrimonio, laurea sono eventi da immortalare con oggetti che ne rappresentino il significato.

Una bomboniera ante litteram nasce in Francia.
La sua etimologia deriva infatti dal francese bonbonnière (da bon bon ), ovvero contenitore di dolci.
Tuttavia, già nel XV sec, quando si celebrava una festa di fidanzamento, il promesso sposo soleva donare alla sua futura sposa la " coppa amatoria ", un piatto di ceramica contenente dolcetti.
 
La bomboniera vera e propria nasce nel XVIII, sotto forma di scatoline finemente lavorate da orafi ed artigiani: delle vere opere d' arte.
Anche in Inghilterra nel XVI sec era in uso regalare delle "sweetmeat box ", scatoline di gran pregio al fine beneaugurante.
Sta di fatto che esse erano appannaggio della classe aristocratica, le nobildonne dell'epoca le portavano sempre con sé esibendole come status symbol del loro rango.

 
Il battesimo della bomboniera in Italia ebbe luogo nel 1896 in occasione delle nozze del principe di Napoli  e futuro re d'Italia Vittorio Emanuele con la regina Elena di Montenegro.
In quella occasione gli invitati donarono agli sposi cofanetti contenenti confetti.
D'allora si sviluppò la tradizione delle bomboniere, dapprima in occasione di nozze , in seguito per tutti gli eventi significativi.

Oggi non sono più gli invitati a donare i confetti ma viceversa i festeggiati ad offrirli a coloro che hanno voluto condividere questo momento  di gioia.
 
Ceramica, vetro, legnose: tanti altri sono i materiali con cui oggi si fabbricano bomboniere, da quelle più economiche a quelle più costose. Tutte hanno in comune un solo significato: sono portafortuna , auguranti di felicità e benessere .
 
Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

I confetti: origini, tradizioni, significato

Piccoli, grandi, colorati,bianchi, i confetti fanno parte della tradizione italiana e soprattutto dell’Italia del Sud.

Essi,infatti,accompagnano tutti gli eventi che sono pietre miliari nella vita,dalla nascita alla vecchiaia. Non a caso i confetti per i compleanni sono di svariati colori in virtù che ognuno di essi rappresenta un evento particolare .Nascita rosa e celeste, Prima Comunione bianchi,Promessa di matrimonio verdi,Laurea rossi , Matrimonio bianchi che con il trascorrere degli anni diventano d’ argento per i 25 anni,dorati per i 50 anni .

Ma quando nasce il concetto?
La sua etimologia deriva dal latino confectum (preparato, confezionato).
Ha origini antichissime addirittura una teoria li richiama al 447 a.C., quando gli antichi romani solevano festeggiare nascite e matrimoni con dolcetti prodotti allora (quando non si conosceva lo zucchero) con mandorle ricoperte da un impasto di miele e farina.
Altre teorie sostengono che un confetto più simile al nostro si sia diffuso a Venezia intorno al 1200 d.C.  portato dai mercanti provenienti dall’Estremo Oriente.
Si dice che fu proprio un medico arabo che camuffò  un medicinale amaro in un involucro dolce.
È databile  al 1400 la prima industria artigianale di confetti, con la forma classica che oggi vediamo, e precisamente a Sulmona in Abruzzo.
La mandorla Avola italiana è tra le più pregiate e costituisce il fulcro dei confetti più pregiati.
Oggi  si trovano  in commercio in  tutti i gusti: al cioccolato, stracciatella, ricotta e pera, sfogliatella, delizia a limone, e qui l’elenco potrebbe continuare all’ infinito!
Tutti sono collegati da un solo file rouge: rappresentano l’ augurio di felicità, fertilità, longevità ,benessere.
E, come una volta le due metà della mandorla rappresentavano l’ unione dei due sposi, oggi un confetto rappresenta un evento unico, tre confetti la coppia e un figlio, cinque confetti la fertilità e il benessere.
Se vi é piaciuto questo articolo continuate a seguirmi.
Continuerò a scrivere su questo delizioso argomento, soffermandomi sulla nascita delle bomboniere.