Archivio delle categorie Gastronomia

Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

Piselli in fricassea

Ingredienti

300 gr di piselli freschi o surgelati
100 gr di pancetta dolce a cubetti
30 gr di burro
1 cucchiaio di olio versate di oliva
cipollina
sale q.b
1 mestolo di brodo vegetale
2 uova
Parmigiano grattugiato
Pepe macinato fresco

Preparazione

Fate rosolare la cipolla tagliata a velo nell' olio e nel burro, appena imbiondita versate i piselli  insieme ai cubetti di pancetta. Salate, aggiungete un mestolo di brodo e lasciate cuocere a fuoco medio per circa 15 min.
Nel frattempo battete le uova insieme al formaggio e versate sui piselli mescolando ripetutamente. Servite caldo con crostini di pane fritti nel burro.
Preparazione 40min  circa
Difficoltà facile
Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

I peperoncini verdi

I peperoncini verdi sono piccoli peperoni dalla forma allungata, tipici dell Italia meridionale.

Sono detti anche friggitelli o friarelli perché sono soliti essere cucinati in un filo di olio, o anche peperoncini di fiume (puparulilli do sciumm)perché la loro dimora di elezione sono le campagne acquitrinose che si estendono intorno ai canali di irrigazione .
In qualsiasi modo vengano cucinati (fritti , con il pomodoro, con le patate) rappresentano un piatto gustoso tipico della tradizione culinaria campana.

 

Ingredienti:

500 gr di peperoncini verdi
olio per friggere
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 spicchio di aglio
300 gr di pomodorini
foglie di basilico fresco
sale q.b.
origano

Preparazione

Spuntate, lavate ed asciugate i peperoncini, quindi friggeteli in poco olio non bollente facendo attenzione che non brucino.
Nel frattempo preparate una salsina con olio extravergine, aglio, i pomodorini lavati e sminuzzati, il sale, le foglie di basilico ed un pizzico di origano.
Lasciate cuocere per circa 15 min, versate i peperoncini e lasciate che si insaporiscano nella salsetta per qualche minuto...
Sono un ottimo contorno, ma ancora di più in un cozzetto di pane casereccio, scavato al centro e ricoperto con la stessa mollica!
Mmmmmm che bontà!
Provare per credere 
Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

Saccottini di pasta sfoglia

Ingredienti per 2 persone:

1 rotolo di pasta sfoglia già pronta
150 gr di prosciutto crudo a fette
150 gr di scamorza o fior di latte a fette
1 uovo

Preparazione :
Srotolate la sfoglia lasciandola sulla sua carta da forno.
Tagliatela in quattro parti e stendete su ciascuna porzione le fette di prosciutto crudo e di scamorza. Chiudete a pacchetto, chiudendo bene i margini , spennellate poi con il tuorlo dell'uovo.
Infornate su una placca da forno  a temperatura media per circa 15/20 min finché saranno gonfi e dorati. Non aprite il forno altrimenti si sgonfiano.
N.B  il ripieno può variare a secondo dei gusti: prosciutto cotto e provola, ricotta e spinaci, ricotta e zucchine...
Preparazione 30 Min circa 
Difficoltà molto facile 
Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

Melanzane a funghetti

Ingredienti per due persone :

2- 3 belle melanzane 
Olio per friggere 
350 gr di pomodorini 
2 cucchiai di olio extravergine di oliva 
1spicchio di aglio 
sale q.b 
origano 
foglie di basilico fresco 
Preparazione

Lavate le melanzane e tagliatele a tocchetti, friggetele in olio ben caldo e tenetele da parte. Preparate un sughetto facendo dorare l'aglio nei due cucchiai di olio, versate i pomodorini ben lavati e tagliati a metà. Salate, profumate con origano e foglie di basilico. Lasciate cuocere per 15 minuti circa, aggiungete infine le melanzane, rigirandole nel sugo. Pochi minuti perché insaporiscano e ... Buon Appetito ! 
Preparazione 1 ora circa 
Difficoltà. Facile 
Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

Peperoni arrostiti ammollicati

Ingredienti 

3 bei peperoni verdi e rossi 
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
una manciata di capperi 
olive nere 
aglio un pizzico di origano 
mollica di pane raffermo 
sale q.b

Lavate i peperoni  lasciandoli interi.

Su una piastra ben calda arrostiteli in modo che a spellarli venga via tutta la pellicina. Quando si sono intiepiditi puliteli, dei semi e tagliateli a striscioline. In una padella versate una metà dell'olio, l' aglio tagliato a pezzettini, il sale, i capperi, le olive, la mollica di pane sminuzzata.

Mescolate con cura con l' altra parte di olio, ponete la padella sul fuoco e cuocete per una decina di minuti .

Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

Bignè alla panna

Difficoltà media 
Preparazione : 2 ore e 1/2 
Deliziatevi con questa prelibtezza!
Area degli allegati

Ingredienti 

350 gr di farina 
1/2 l.di latte 
200 gr di burro 
un pizzico di sale 
5 uova 
panna montata 
Zucchero a velo 

Preparazione:
In una casseruola mettete il latte con il burro e il sale. Appena il latte bolle,  ritirate la pentola dal fuoco, versatevi di getto la farina, rimettete sul fuoco e con un cucchiaio di legno lavorate l' impasto finché si staccherà dalle pareti della casseruola. Ritirate dal fuoco, lasciate intiepidire, unite, una per una, le uova intere, rimestando bene per incorporarle all'impasto. Lasciate riposare la pasta, poi versatela nel sac a poche munito di bocchetta rotonda la cui punta deve avere un diametro di 1- 2 cm. Fate cadere sulla placca da forno unta di burro dei mucchietti di pasta della forma e della grandezza di una noce e cuocete a fuoco moderato finché saranno gonfi. Cotti e raffreddati, fate un' incisione con la punta di un coltello e riempiteli di panna montata zuccherata, servendovi sempre del sac a poche.
Spolverare di zucchero a velo o guarnite con un ciuffo di panna montata.

Caterina ArrabitoDiCaterina Arrabito

Stufato di manzo e patate

 Ingredienti: 

  • 800 gr  di manzo
  • 800 gr di patate
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 mestolo di brodo
  • olio di oliva
  • sale e pepe

 Procedimento:

  • In una pentola, dove avete versato una dose abbondante di oli, mettete a soffriggere un trito di cipolla, aglio, carota e sedano
  • Aggiungete il manzo e fate rosolare qualche minuto
  • Salate e pepate
  • Dopo circa 1h 30 minuti pelate le patate, tagliatele a spicchi e versatele nella pentola insieme alla carne bagnando con il brodo caldo
  • Coprite la pentola e lasciate cuocere a fuoco lento ancora per 30 min
Dante Alighieri CopenaghenDiDante Alighieri Copenaghen

Un amore e un “amaro”

È il 2009 quando Enzo Sorbo, per motivi di lavoro, è costretto a lasciare la natìa Casapulla (Ce) e a trasferirsi in Lucania, a Teggiano, un incantevole borgo medioevale arroccato su un’altura e la cui bellezza rasenta la perfezione: un castello, 13 chiese, vari musei, vicoletti che si inerpicano nel centro storico regalando scorci che hanno il sapore del passato, una vista mozzafiato sull’intera Valle di Diano.
Passano quasi 10 anni ed Enzo non torna più indietro, resta, perché qui incontra l’amore della sua vita, Vincenza Tropiano che, invece, a Teggiano ci è nata e cresciuta. I due ragazzi sognano di costruire una vita insieme, che non si esaurisca nell’amore dell’uno per l’altra, ma che rifletta quello che nutrono per la splendida cittadina che li ha accolti e ha dato loro una casa, che li ha visti innamorarsi e mettere radici, come coppia.

L’ispirazione arriva loro quando, per caso, aprono un cassetto del papà di Vincenza, Gaetano, che lì dentro aveva riposto un sogno tanto grande che, da solo, non era riuscito a realizzarlo. Decidono di rispolverarlo, perché sì, finalmente è arrivato il momento per portare avanti quel progetto rimasto abbandonato!

Enzo e Vincenza sanno che è proprio quello il momento giusto, perché hanno dalla loro parte la forza dell’amore e il coraggio della giovinezza, la grinta e la tenacia che attingono dalla loro terra, la saggezza e la benedizione di Gaetano, il suo sguardo benevolo su di loro. In quel cassetto, per tanti anni, il papà di Vincenza aveva custodito gelosamente la ricetta segreta di un infuso di erbe aromatiche ed officinali, assieme all’idea di realizzare un amaro forte e deciso, che avesse gli aromi e i sapori, i profumi e le asprezze della Lucania.

Così, Enzo e Vincenza, aggiungendo un pizzico di dolcezza ed eleganza alla ricetta originaria, danno vita all’”Amaro Teggiano” e, pian piano, creano una piccola azienda di famiglia che produce e vende prodotti tipici locali. Il borgo di Teggiano, con il suo patrimonio storico e culturale, è continua fonte di ispirazione e, nel 2014, in occasione dei festeggiamenti per il tricentenario della statua di San Cono, che veglia sulla comunità e la protegge, la coppia realizza il “Lux Dianensis”, un elisir al mirtillo dolce e delicato, arricchito da uvetta sultanina e fichi bianchi del Cilento, lasciati a macerare nel liquore, una vera delizia! Ultimo nato in famiglia è il “Signore di Diano”, il cui nome è evocativo di antichità, miti e leggende ed ha il sapore forte e deciso degli amari tradizionali. Ma la passione si sa, è foriera di curiosità, sperimentazioni, nuove idee e, così, Enzo e Vincenza non si fermano mai.


Propongono l’ ”Amaro Teggiano” a chef, pasticceri e pizzaioli, che con la loro creatività ne fanno un ingrediente magico: il maestro pasticcere Domenico Manfredi lo usa per il golosissimo ripieno di raffinati cioccolatini; lo chef Domenico Vicinanza per dare ventata di rinnovamento e brio ai cantucci cilentani; lo chef Gerardo Benzato ci fa una glassa aromatica e caramellata per il suo filetto ai funghi porcini e cacio fondente al tartufo; il mastro pizzaiolo Angelo Rubbo lo nebulizza sulla sua pizza farcita con mortadella, fior di latte e pistacchi di Bronte. E ora che l’amaro Teggiano si sta facendo conoscere, apprezzare ed amare, i due ragazzi sono ancora infaticabilmente al lavoro per aprire una vinoteca, in piazza San Cono a Teggiano, dove sarà possibile degustare tutti i loro prodotti ed altri ancora, tutti a km 0, rigorosamente locali e legati alla tradizione.

Il lavoro e la passione di Enzo e Vincenza hanno già avuto importanti riconoscimenti, come il “Premio primula d’oro 2018”, organizzato dalla redazione di “ Info Cilento” e il prestigioso “Premio innovazione del prodotto” della Camera di Commercio di Salerno nel 2014, per “aver originato un prodotto di qualità che è diventato simbolo del territorio”, tanto da recare sull’etichetta la stella, simbolo di Teggiano e la foto di un giovane Gaetano Tropiano, che ha trasmesso ai figli tanti doni, tra cui il legame potente e indissolubile con le proprie radici e quello di continuare a credere ai sogni nonostante le difficoltà, con lo sguardo rivolto al futuro, ma con i piedi ben piantati sulla propria terra.
Ogni anno, l’11, il 12 e il 13 agosto, tra le vie di Teggiano si tiene una festa medievale, “Alla tavola della principessa Costanza”, un itinerario gastronomico nella Diano dei Principi Sanseverino. Percorrendo le stradine del borgo, i visitatori possono ammirare le fedeli ricostruzioni di antiche ambientazioni, il corteo storico, gli sbandieratori, le musiche dei menestrelli, l’assalto al castello e degustare di taverna in taverna, dislocate lungo il percorso, le pietanze medievali.

Quale migliore occasione per visitare Teggiano e conoscere i suoi prodotti enogastronomici?

Info: www.prolocoteggiano.it e www.amaroteggiano.it

Dante Alighieri CopenaghenDiDante Alighieri Copenaghen

Pasta margherita… e l´estate é servita!

Quanti di voi amano la pasta italiana?!? Certo in estate la pasta al sugo, anche se buona, forse non é proprio l´ideale.

Vi proponiamo questa video ricetta di CookAround dopo averla provata per voi!

Vi assicuro che era buonissima. Nella nostra variante abbiamo usato una mozzarella di Bufala Galbani tagliata a pezzettini e aggiunto (direttamente nel piatto per decorare) anche un po´di origano… ci stava proprio bene.

Come tipo di pasta vi consigliamo quella di Gragnano o comunque una pasta trafilata al bronzo, che tiene meglio la cottura. Ma se proprio non la riuscite a trovare va benissimo la Barilla.

Auguriamo a tutti buon appetito!

Marie MorelDiMarie Morel

Pizza, cartoni animati e un pizzico di magia

Scrivere di enogastronomia in Italia può sembrare facile, ma non lo è, perché è come trovarsi in un enorme giardino nel pieno della fioritura primaverile, tra colori sgargianti e profumi inebrianti e dover scegliere, tra tanti, il fiore che si preferisce.

 

Se, poi, chi scrive ama il cibo, il vino e la convivialità a prescindere dalle preferenze, ma perché crede che si tratti di uno dei piaceri della vita essenziali, allora la scelta si fa ardua.

 

D’altro canto, il pericolo è quello di cadere nella banalità, nei luoghi comuni, di riproporre argomenti che sono stati trattati e ritrattati all’infinito… Io correrò questo rischio e parlerò della pizza.

Sì, perché sono poche le cose che fanno sentire gli italiani sparsi nel mondo riuniti sotto la stessa bandiera ed una di queste è, secondo me, sedersi davanti ad una calda, profumata, saporita pizza, ovunque essi si trovino.

Proprio per quei tre colori che rappresentano la bandiera italiana, il rosso del pomodoro, il verde del basilico e il bianco della mozzarella, secondo l’ormai famosa storia, la regina Margherita di Savoia amò tanto quella pizza che porta il suo nome, oltre che per la sua semplicità e il gusto straordinario. Miti e leggende si rincorrono sulle vere origini della pizza, ma tra i tanti racconti, il mio preferito è quello frutto della fantasia di Umberto Marino e Paolo Cananzi, che hanno dato vita ad un gioiellino d’animazione tutto italiano: “Totò Sapore e la magica storia della pizza”, diretto da Maurizio Forestieri e prodotto da “Lanterna magica”, un piccolo studio con sede a Torino.  

La storia narra di come Totò Sapore, un giovane squattrinato col sogno di diventare cuoco, con la collaborazione di un bizzarro Pulcinella ed altri magici aiutanti, riesca a mettere pace tra Napoli e la Francia, in guerra per futili motivi, sfamando le truppe e riportando l’allegria in città, grazie alla pizza.

Mi piace questo film, perché condivido l’idea che nella pizza ci sia un po’ di magia: quella del lievito, che trasforma l’acqua e farina in un soffice impasto, delle mani che lo lavorano energicamente, del fuoco che lo rende dorato e fragrante, quella degli ingredienti che si fondono in un’alchimia perfetta che ha il sapore di casa e di quell’allegria infantile che esplodeva, quando la mamma mi diceva che c’era la pizza per cena ed un giorno normale diventava, improvvisamente, speciale.

In un attimo mi rivedo bambina, in un lungo e noioso pomeriggio invernale, nel tepore e nell’intimità della cucina, a sbirciare sotto un tovagliolo come l’impasto stesse lievitando, o accovacciata accanto al forno, in trepidante attesa, durante la cottura; oppure in una sera d’estate, intorno al tavolo, con amici, a ridere e scherzare. Perché questa è la vera magia della pizza, che non si riduce al piacere di mangiarla, ma si espande ai nostri ricordi, alla nostra tradizione, al nostro senso di appartenenza e rievoca in noi, a qualunque latitudine, parole come casa, famiglia, amici, festa, allegria, facendo comparire sul nostro volto il sorriso.

Se ti piacciono gli articoli di Marie Morel segui qui il suo blog personale.