Angoli d’Italia: La vera essenza della Val d’Aosta

Ilenia BragliaDiIlenia Braglia

Angoli d’Italia: La vera essenza della Val d’Aosta

Immagina una vallata circondata da vette maestose. Immagina i prati estivi, sormontati da cime innevate e ghiacciai perenni. Immagina i colori del tramonto sulla roccia e le case di montagna da cui qualcuno, ogni giorno, si trova ad ammirare quello spettacolo della natura. È questa la vera essenza della Val d’Aosta. Una regione timida e tranquilla, che fa da porta d’ingresso al nostro Paese. È Greta che mi accompagna in questo viaggio immaginario alla scoperta di un angolo d’Italia che è davvero uno degli angoli più settentrionali d’Italia. Tra paesi e vita di montagna, Greta mi spiega che è solo una la protagonista assoluta di questa regione: la natura.

La meraviglia della natura

Greta è cresciuta a Gaby, un paesino situato nella valle del Lys, le cui giornate vengono scandite dalle ombre delle montagne che lo circondano. Se l’andassi a trovare, mi dice, andremmo alla scoperta della natura. Perché è quella l’essenza del territorio in cui è cresciuta. I suoi abitanti la rispettano, la amano e condividono con lei la loro quotidianità. Andremmo a passeggiare ai piedi del Monte Rosa, il monte che “non si perde mai di vista” perché, con i suoi 4.633 m.s.l.m. e il suo secondo posto sul podio delle vette italiane, è difficile da non notare. Mi dice che è talmente bello da risvegliare l’impulso di volerlo fotografare a ogni ora del giorno, da ogni angolazione in cui lo si vede, in ogni sfumatura di colore che assume durante la giornata. Poi i laghi che punteggiano il territorio, quelli con l’acqua talmente fredda che non permettono di farci un bagno neanche d’estate, ma bellissimi da ammirare. E le cime, su cui si inerpicano sentieri per camminate e piste da sci. Le vallate della regione offrono davvero tutto ciò di cui c’è bisogno per connettersi con la natura più assoluta, in un viaggio attraverso se stessi e il territorio. Perché la Valle d’Aosta è una regione facile da assaporare nella sua piccolezza, ma anche nella vastità dei suoi panorami.

Il passaggio della storia

Tutta questa natura è stata protagonista di altrettanta storia, che ne ha percorso le strade attraverso le catene montuose e le vallate. È in una di queste, nella valle della Dora Baltea, che si trova una testimonianza storica importante nella regione: il forte di Bart, una rocca medioevale situata su una collina che sovrasta il piccolo paese di Bard. “Ha un’importanza storica talmente grande che ogni bambino della regione viene portato lì almeno una volta, in gita scolastica” mi spiega Greta. È sicuramente una delle cose da non perdere, dopo essersi immersi nella natura circostante. Allo stesso modo, anche Issogne e Fénis offrono uno scorcio sulla storia del territorio. I due paesini ospitano infatti altrettante castelli e residenze degne di nota, per chi si vuole addentrare nelle sensazione di una storia medioevale italiana ormai lontana.

Il buon cibo che riscalda

Ma tra passeggiate e visite a castelli, l’appetito sicuramente non manca. Come riempire lo stomaco di prelibatezze locali? “Ti consiglierei di assaporare il cibo valdostano in tutta la sua ‘leggerezza'” mi dice Greta “polenta e zuppe vengono insaporite da tre ingredienti principali:
burro, toma e fontina. Anche la carbonada è da provare, uno spezzatino di manzo al vino, o il vin brulé, immancabile in inverno. Entrambi fanno parte della nostra tradizione.” Una tradizione culinaria che deriva dalla cucina franco-svizzera e che, con il suo apporto calorico, riesce a riscaldare anche gli animi più infreddoliti.

Se sei nella zona…

Non perderti Aosta, il capoluogo di regione (e unica provincia). Anche se, mi avverte Greta, in una città come quella si rischia di perdere la vera essenza della Val d’Aosta.

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